venerdì 18 gennaio 2013

Addetti alle pulizie senza stipendio


Articolo 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
 
Mentre la classe dirigente dei partiti, forza politica del nostro Paese, sono occupati a discutere di alleanze e candidati, scaricandosi a vicenda le responsabilità del declino economico, culturale e politico dell’Italia, ci sono lavoratori in seria difficoltà.
Non mi riferisco ai lavoratori dell’ILVA o del Sulcis, ampiamente riportate dai media solo perché fanno audience, ma di quelle piccole realtà diffuse sul territorio e nascoste ai nostri occhi, aziende satelliti che operano nell’indotto delle grandi aziende pubbliche e private.
Sono quelle ditte con poche decine di dipendenti che soffrono dei ritardati pagamenti, delle gare di appalto al massimo ribasso, dei contratti non rinnovati…
Questa mattina i lavoratori del Gruppo F, una azienda che si occupa delle pulizie all’interno degli insediamenti Rai di Roma, hanno manifestato davanti alla sede Rai di Via Teulada per il mancato pagamento degli stipendi, a novembre l’ultimo.
Sono solo 13 lavoratori, direbbe qualcuno, ma sono 13 delle tante famiglie sulle cui spalle oggi vengono scaricati anni di politiche sbagliate, politiche sociali ed economiche che hanno minato l’intero tessuto produttivo italiano, alle quali nessuno guarda e nessuno chiede scusa per i propri errori.
Oggi sono loro, domani saremo noi a pagarne le conseguenze ritrovandoci un Paese la cui economia si sta sgretolando come argilla sotto il sole.

Quanti lavoratori dovranno ancora urlare la propria sofferenza prima che una classe politica inizi ad ascoltare?
Quante imprese dovranno ancora chiudere prima che una classe politica veda le serrande chiuse?
Quanti uomini e donne dovranno ancora uccidersi prima che una classe politica provi dei rimorsi?

Con la solidarietà non si mangia, è il lavoro che da da mangiare e quando il popolo inizia ad avere fame, aumenta il rischio che diventi pericoloso.

Gli italiani si devono stringere intorno ai 13 lavoratori del Gruppo F e di tutta quell’Italia da loro rappresentata oggi.

Nessun commento:

Posta un commento